Marie Paterová, Pittrice ceca

Marie Paterová

📍 Cechia 🎨 Pittura 👁 882 visualizzazioni
È cresciuta nel pittoresco villaggio di Kajlovec, nella regione della Moravia-Slesia, e nella vicina Hradec la frequenza della scuola d’arte, l’atmosfera della città stessa e del suo castello l’hanno condotta verso un interesse per la musica e l’arte. È passata attraverso la più cupa Opava, dove la sua adolescenza è stata animata dalla Scuola di arti applicate, nella quale ha studiato design grafico. È seguita l’ammissione all’Accademia di belle arti di Praga (AVU), nell’atelier di Michael Rittstein. In seguito, per i casi del destino, ha attraversato molti atelier, tra i quali probabilmente il più significativo è stato quello di Vladimír Skrepl, che ha risvegliato la rilevanza della sua opera. Allo stesso tempo, poco dopo la scuola, cerca il proprio radicamento nel mondo e nella società, che riflette attraverso la pittura, il testo e vari altri media.
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Coglie il senso durante il peregrinare, ritrovandosi su strade diverse, alle loro estremità e nei ritorni verso il centro. Il viaggio è accompagnato dai consueti simboli e citazioni che balenano lungo il percorso. Appaiono sul cellulare o sui cartelloni pubblicitari lungo le strade. Le parole si trasformano in forme e le forme in parole, e talvolta compongono un volto familiare. Il simbolo dell’infinito rappresenta percorsi, vicoli, vicoli ciechi che aggirano il centro della personalità e metaforicamente mostra lo sguardo sul «viaggiare» a volo d’uccello, così come da diversi momenti su un cammino specifico.
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Immersione rilassata (testo per la mostra)

Da un luogo e un tempo in cui mancano l’umore e l’iniziativa di immergersi in qualcosa, nella fortezza sicura della depressione latente, nasce la possibilità di trasferire questo stato in un altro spazio. Le aspettative rispetto al cambiamento di ambiente, per sicurezza, non ci sono più, come si è imparato attraverso varie prove questa difesa contro l’incantesimo. Fughe costanti da sé stessi, comprese le proprie opinioni e relazioni, la bramosia di nuovi inizi, il desiderio di cancellare e riprovare, meglio. Tuttavia la configurazione interiore, nessuna fuga la cambierà, e per una reinstallazione non abbiamo né tempo né energia. Allora al massimo forse riposare, fermare quei processi, riprendere fiato, piangere sott’acqua, restare un po’ in quel colore blu e un giorno, quando saremo pronti e l’ambiente sarà propizio, useremo i demoni nella lotta per le nostre anime.

Profilo creato 13 agosto 2026

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